DIACONI dono per la Chiesa

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VERSO IL DIACONATO

I diaconi sono necessari oggi alla Chiesa, perché la riportano alla forma voluta fin dall’inizio dallo Spirito Santo e dagli apostoli.
Ministri ordinati, sono a servizio del Popolo di Dio e del suo permanere nella fede trasmessa dagli apostoli.
Essi sono chiamati, come “icona vivente di Cristo servo nella Chiesa” a custodire e ripresentare quella specifica prassi con  cui Cristo ha servito e donato la vita.
Il loro compito è quello di suscitare il servizio di tutti i fedeli, dando loro l’esempio affinché vivano nella carità fraterna e si ricordino dei poveri, ascoltino e mettano in pratica il Vangelo e partecipino più attivamente alla liturgia. Sono chiamati ad essere “tessitori di comunione”, a partire dall’incontro effettivo con le persone nelle loro situazioni comuni di vita. Sono chiamati a portare ascolto, comprensione, consolazione e a favorire e promuovere la fraternità e la pacificazione, per il bene della società e della Chiesa.

I diaconi, che abitano in mezzo alla gente comune, solitamente sono sposati ed esercitano un lavoro civile, sono:

» individuati nelle comunità
» confermati dal vescovo
» preparati per mezzo di un percorso di studio e di formazione umana e spirituale
» consacrati dalla grazia del sacramento

Per l’ammissione al cammino di formazione è richiesta la presentazione da parte del responsabile di una concreta e vitale realtà ecclesiale. I parroci in particolare hanno il compito delicato e importante
di cercare e riconoscere persone adatte e formulare loro l’esplicita proposta di avviare un percorso di discernimento.

Elementi per il discernimento ∞ L’equilibrio, la maturità e la stabilità personale nel proprio stato di vita, nell’orientamento vocazionale, negli impegni famigliari e lavorativi, oltre che di preghiera e di vita
spirituale;
∞ la disponibilità alla collaborazione apostolica con il vescovo, i presbiteri e i laici, con una chiara propensione alla comunione e al lavoro di gruppo;
∞ il consenso della moglie, per gli sposati, con il coinvolgimento per quanto possibile di tutta
la famiglia, nella convinzione che il sacramento dell’ordine non impoverisce né sminuisce l’unione
nella vita coniugale, ma ne approfondisce e ne  dilata l’amore e la donazione;
∞ l’età minima di 25 anni per i celibi e di 35 anni per gli sposati (con almeno 5 anni di matrimonio) e
l’età massima di 60 anni per l’ordinazione.

La formazione La formazione umana e spirituale prevede un biennio propedeutico (aspiranti) e un triennio teologico (candidati) con un programma annuale di ritiri mensili (alcune domeniche
e alcuni fine-settimana), una settimana estiva residenziale e, per il biennio, alcuni incontri al sabato mattina.
La formazione culturale e teologica richiede la frequenza dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose o di un corso di studi equivalente. I corsi dell’ISSR di Torino si tengono il giovedì dalle 17.30 alle 19.45 e il sabato dalle 14.30 alle 18.30 nel biennio, e anche dalle 11.00 alle 13.15 nel triennio.
La formazione pastorale, oltre agli incontri specifici sulla materia come disciplina teologica, si attua attraverso l’impegno “sul campo”, cioè nella situazione concreta della parrocchia/realtà ecclesiale di riferimento.
Particolare attenzione viene dedicata alle spose, seguendone ed incoraggiandone la formazione spirituale, per un sempre più significativo ed equilibrato coinvolgimento nel ministero pubblico dei loro mariti nella Chiesa.

Torino e Susa, 2020.

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